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Ciclismo, morto Michele Scarponi: investito da un furgone mentre si allenava

Ciclismo, travolto da un furgone:
Scarponi muore mentre si allena
L'ultima impresa del campione

Tragedia nel mondo del ciclismo. Il campione marchigiano Michele Scarponi è morto sabato mattina in seguito ad incidente stradale sulle strade vicino casa sua, a Filottrano, in provinica di Ancona, nelle Marche. 
Scarponi stava rientrando da un allenamento in preparazione al Giro d'Italia dove sarebbe stato il capitano della formazione Kazakistan Astana al posto dell’infortunato Fabio Aru.




La dinamica dell'incidente ancora non è chiara. Per il momento si sa che il campione marchigiano si stava dirigendo verso casa sulla sua bicicletta mentre percorreva via dell'Industria. A pochi passi dalla sua abitazione di Filottrano è stato travolto da un furgone a un incrocio. La situazione è apparsa subito grave e nonostante i tentativi di rianimarlo, Scarponi è deceduto durante il trasporto in ospedale.
Conosciuto come l'Aquila di Filottrano, era nato 37 anni fa ad Osimo e in carriera aveva vinto un Giro d'Italia nel 2011 oltre a diverse tappe alla corsa rosa.

 

 


Considerato un ottimo scalatore, Michele era stato al fianco di Vincenzo Nibali nello scorso Giro d'Italia diventando per lui l'uomo chiave per la sua vittoria finale. Oltre ad essere un corridore affermato, si era reso protagonista di diverse campagne in sostegno dei terremotati marchigiani.
Michele Scarponi lascia la moglie e due figli di 6 anni.


 
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA



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5 di 9 commenti presenti
Scheggi@
2017-04-23 15:32:24
Basta con queste stragi la tecnologia c'è. Prima di tutto esame scrupoloso dell'attività del cellulare del tipo e delle celle a cui era connesso. Se stava parlando e/o chattando, è omicidio preterintenzionale e non colposo. Secondo, varare una normativa che obblighi ogni veicolo ad ospitare 3 telecamere, una anteriore una posteriore ed una sul guidatore (basta con queste idiozie della privacy, la macchina è un'arma e chi la usa accetti di essere controllato o vada a piedi) collegate ad una scatola nera, anch'essa obbligatoria e standardizzata che registri almeno 30 minuti di marcia ed a cui le forze dell'ordine si possono connettere per visionare i filmati sia a scopo forense in caso di incidenti che per sanzionare immediatamente il conducente che si sia reso responsabile di violazioni come eccessi di velocità, parlare al telefono, fumare o non dare precedenze etc. Scommettiamo che gli incidenti come i risarcimenti delle assicurazioni (leggi: truffe) si azzerano o quasi?
Ponzio Pilates
2017-04-23 19:26:54
...sono d'accordo, però deve mettere una targa ad ogni bicicletta e se passi con il rosso sono 150€ di multa. Che ne dice ? o le regole valgono solo per alcuni e non per tutti ?
Scheggi@
2017-04-23 22:26:48
Le regole valgono per tutti, e vada che le bici siano targate ma che la cosa non costi mille mila milioni in marchette
Scheggi@
2017-04-23 22:28:41
P.s. io per il passaggio con il rosso, auto o moto o bici che sia, dopo la seconda infrazione passerei ai giorni di carcere!
Ponzio Pilates
2017-04-23 10:13:57
Approfitto della tragica notizia per fare una piccola osservazione. A Roma, quanti ciclisti si fermano al semaforo rosso ? in percentuale, direi non più del 10%, mentre tutti gli altri passano tranquillamente. Perchè ? perchè un ciclista si considera un pedone quando gli fa comodo e un mezzo di trasporto tutte le altre volte. In pratica i ciclisti romani sono dei senza legge: fanno in buona sostanza quello che gli pare! e poi quando la "manina finisce nella porta", si lamentano. Bisognerebbe comportarsi secondo il codice della strada sempre, sia automobilisti che, soprattutto, ciclisti. E forse così si potrebbero diminuire davvero gli incidenti....

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