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Ciclismo, Sagan campione d'Europa. Cassani: «Bene l'Italia, ora penso ai mondiali»

Ciclismo, Sagan campione d'Europa. Cassani: «Bene l'Italia, ora penso ai mondiali»

Lo slovacco Peter Sagan è davvero il campione di tutto dopo il titolo mondiale ha conquistato a Plumelec, in Francia anche quello europeo bruciando i suoi avversari con una volata che li ha polverizzati. Al secondo posto il padrone di casa Julien Alaphilippe seguito dallo spagnolo Daniel Moreno. Diego Ulissi, che è stato il migliore degli italiani, è arrivato nono.
Straordinario Sagan: non ha deluso le aspettative e con quella facilità che ha sempre contraddistinto le sue volate è stato anche in grado di voltarsi sul traguardo e sorridere mentre alzava il braccio in segno di vittoria. Adesso, nel suo palmares ci sono 87 vittorie compreso quel titolo mondiale conquistato lo scorso settembre a Richmond, dove senza squadra aveva aspettato il momento giusto per attaccare e prendersi la maglia iridata.
Simpatico e accattivante con quel suo modo di fare che tanto piace al pubblico, il campione slovacco ora è anche il padrone d’Europa, ma per il momento non indosserà la maglia blu con le stelle dorate che per la prima volta viene assegnata ad un professionista. In base ai regolamenti internazionali, il campione del mondo in gara deve indossare la maglia arcobaleno e non quella di altri titoli conquistati. 
 
L’Italia va ma non è sufficiente per vincere
 
L’Italia è stata attiva e ha giocato bene le sue carte ma nel finale sono mancati Ulissi e Colbrelli, i due alfieri azzurri destinati al finale. Molto bravo Moreno Moser che in questo finale di stagione è stato capace di riscrivere il suo futuro passando da un probabile ritiro alla firma del contratto con la squadra kazaka Astana di Fabio Aru. Il corridore trentino, figlio e nipote d’arte, dopo il bronzo a cronometro ha cercato nuovamente un momento di gloria. E’ scattato nell’ultimo giro e ha guadagnato 32 secondi sul gruppo dei migliori che, intanto, alle sue spalle cercava di organizzarsi.
Negli ultimi 4 chilometri la corsa si è fatta più dura, con Francia e Polonia a fare l’andatura. Impeccabile il lavoro di Fabio Aru che ha avuto funzione di stopper cercando di proteggere il più possibile Colbrelli e Ulissi. Entrambi, però, non sono riusciti a fare la differenza perché nelle volate è quasi impossibile battere uno specialista come Sagan.
A meno 4 chilometri dal traguardo, dicevamo, il ritmo è cambiato con Polonia e Francia in testa insieme a Sagan. Negli ultimi 1000 metri è stato bravissimo Davide Villella che ha provato un attacco, ma dietro il ritmo era troppo alto ed è stato subito ripreso. Nel finale, come abbiamo detto, l’Italia è mancata e i nostri due alfieri non sono riusciti a disputare la volata.
Soddisfatto comunque il cittì azzurro Davide Cassani che archiviato l’Europeo pensa già al mondiale di Doha. «L’Italia ha fatto la corsa che doveva fare – commenta il tecnico della nazionale – La strategia era quella di proteggere Ulissi e Colbrelli per il finale ed è quello che è stato fatto. E’ mancato poi Moscon che è finito a terra. Sono soddisfatto del lavoro fatto e ora dobbiamo voltare pagina perché c’è il Mondiale che ci aspetta dove la squadra sarà completamente diversa». Il cittì ha le idee chiare e guarda avanti. «Vorrei puntare su Elia Viviani viste le caratteristiche del tracciato in Qatar e sicuramente l’Eneco Tour sarà un buon punto di riferimento per scegliere la squadra».

 


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Domenica 18 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 19:08

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