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Lotta al doping: un microchip sotto la pelle degli atleti per monitorarli

A Londra, l'idea lanciata dalla World Olympians Association

La World Olympians Association, formata da ex partecipanti ai Giochi Olimpici, ha lanciato l'idea di impiantare microchip sotto la pelle degli atleti per migliorare il monitoraggio nel quadro della lotta contro il doping. «Lo facciamo con i nostri cani - ha detto al Daily Nation Mike Miller, direttore generale di Woa - perché non possiamo farlo su noi stessi?». La proposta ha fatto storcere il naso soprattutto a quanti si preoccupano del fattire privacy. Ma Miller non pare preoccuparsi di questo aspetto dal momento che l’obiettivo è più nobile del mezzo a cui, eventualmente, si potrebbe ricorrere e, nel corso della conferenza che si è tenuta lo scorso mercoledì a Londra, a nome dell’organizzazione che rappresenta 100mila Olimpici in tutto il mondo, ha sostenuto la necessità di ricorrere a strumenti capaci di individuare tutti quei farmaci che migliorano le prestazioni atletiche: «Dobbiamo affrontare i truffatori. Nel tentativo di sradicare il fenomeno doping dovremmo usare microchip dotati delle ultime e più avanzate tecnologie. Alcuni ritengono sia una violazione della privacy, io dico che è un club e coloro che non vogliono essere soggetti alle regole del club non possono farne parte». 


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1 di 1 commenti presenti
zio Umberto
2017-10-13 17:18:12
Prove tecniche del Grande fratello. Qualche fesso verà strapagato e accetterà di impiantarselo e fare pubblicità alla grande. Così i lobotomizzati della domenica davanti alla tivvù digeriranno anche questo insulto alla libertà e alla privacy. Spero che gli atleti veri con la A maiuscola rifiutino questa follia. Non ci si deve dopare, ma neanche essere marchiati come i capi di bestiame. E che diamine!

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