Virtus Roma, adesso si fa dura
Martedì deve vincere a Cantù
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ALTRISPORT
ROMA Scivola via il sogno di giocare la finale. Roma è stata battuta ancora da Cantù (66-77) e adesso sono i brianzoli a guidare la serie 3-2. Domani sera, al Pianella, ci si deve aggrappare solo al miracolo per riportare a Roma la Lenovo, giovedì sera.


Tutto complicato per la Virtus che ha dovuto fare ancora a meno del suo capitano. Datome, che ha stretto i denti e ha giocato, nonostante la caviglia fosse dolorante e non gli ha permesso di rendere. Alla fine 3 su 13 dal campo, segno che qualcosa non va. Quella di ieri potrebbe essere stata la sua ultima partita a Roma con la maglia della Virtus. Peccato non avergli concesso l’applauso facendolo uscire nell’ultima azione.

DAVANTI AL MAGO

Ospite della serata, Andrea Bargnani. Roma ha giocato davanti al Mago e l’inizio non è stato dei migliori, Aradori non ha avuto difficoltà a realizzare due triple perché libero. Subito rincorsa, quindi, per la Virtus ormai abituata ad inseguire. Dopo 2’30” era a -8 (2-10) con una difesa non attenta. Calvani nel time-out ha cercato di registrare la situazione e l’Acea, grazie a Bobby Jones, che in questi playoff sta offrendo un rendimento speciale, è risalita. Tornata aggressiva e nonostante un Datome non al meglio - Gigi come detto ha male a una caviglia che non lo lascia correre - la risalita e l’aggancio sono riesciti: 19-19 quasi sulla sirena del primo quarto.Avrebbe potuto cercare un allungo, Roma, ma troppi errori al tiro l’hanno penalizzata. Una Roma che è, va detto, stanca: da qualche tempo è davvero in riserva. Cantù, allora, ne ha approfittato e con Brooks, Tyus e poi Tabu ha preso un vantaggio di 6 punti.

ERRORI IN DIFESA

Nel terzo quarto, con 5 punti da rimontare, l’Acea ha concesso ancora troppo a Cantù che con i suoi lunghi, Leunen e Scekic (poi espulso) ha messo a segno altre due triple. Roma sembrava smarrita ed è scivolata a -13 (35-48) mostrando molte lacune in attacco, con Bailey e D’Ercole mai decisi a tirare. Tutto allora sulle spalle di Taylor e di Goss ma anche di Jones, il migliore, mentre in area Lawal ha fatto quello che a potuto. Aggiungiamo poi i troppi liberi falliti da Roma (10) che alla fine hanno inciso sul risultato.

IL TENTATIVO DI RIMONTA

Pochi punti nel terzo quarto (11 appena) ma a riaccendere le speranze è stato Lorant. La sua bomba in apertura dell’ultimo quarto ha illuso: -6 (47-53) prima del bottoa e risposta tra Mazzarino e Goss, due triple per lasciare intatto il divario. Tutto era ancora possibile, ma Lorant non ha capitalizzato i due tiri liberi per l’antisportivo (con espulsione) fischiato a Schekic . Rincorrere ancora, come sempre, ma stavolta l’aggancio non è riuscito perché l’attacco ha prodotto poco. O meglio, Goss ha cercato di essere utile ma mancava Datome. Senza i punti del capitano (ieri appena 6) e senza che altri facessero il minimo sindacale, tutto diventa complicato.
Alla vigilia dell’ultima trasferta a Cantù, la Virtus cerca di dimenticare tutto, di accendere la speranza leggendo un po’ le cifre. In area ha fatto ancora meglio della Lenovo, 45 i rimbalzi catturati contro i 39 degli avversari ma nel deto della percentuale al tiro, deve fare meglio, molto meglio.
Stasera intanto Siena può centrare la finale. La Montepaschi (ore 20.45) affronta a Varese la Cimberio. I campioni d’Italia sono avanti 3-1: basta un punto per andare avanti.

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