Roma-Genoa 3-1/ Totti è leggenda, come Nordahl: 225 gol
CALCIO
ROMA Non è diverso solo l’allenatore in panchina. Adesso cambia anche la classifica della Roma.


Battuto il Genoa, 3 a 1, Andreazzoli spinge i giallorossi, ora settimi dopo il sorpasso sul Catania, a 5 punti dalla zona Champions. Il terzo posto, occupato dal Milan, non è più lontano e con undici giornate a disposizione l’obiettivo è ancora possibile.
Totti segna la rete 225, festeggiata in campo a fine gara con i figli Cristian e Chanel che mostrano la maglia con la scritta Sei forte papà e lo seguono con i compagni sotto la Sud, aggancia Nordahl e offre due assist, il primo a Romagnoli, per celebrare anche il più giovane di questo gruppo ritrovato e finalmente convinto. Merito dell’allenatore che sa che cosa fare per aggiustare l’assetto in corsa, come è accaduto ieri sera.

ORE 21,01: RAGGIUNTO NORDAHL

E’ la notte dei romani. Prima dell’inizio del match e dei gol di Totti e Romagnoli, il pubblico dell’Olimpico ascolta con commozione Roma nun fa la stupida stasera, per ricordare la scomparsa del Maestro Armando Trovajoli. E dopo un quarto d’ora, per un lieve contatto in area del Genoa tra Bovo, anche lui cresciuto a Trigoria, e De Rossi, Gervasoni concede il rigore che Totti trasforma sotto la Sud.

Sono 225 le reti del capitano in serie A: adesso è secondo, nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, accanto allo svedese Nordahl. In assoluto sono 280 i gol in giallorosso e 300 in carriera, comprese le nazionali. Lo speaker fa per dieci volte il nome di Francesco, come il suo numero di maglia e come le reti segnate in questo campionato. La gente urla in risposta Totti mentre il capitano indica si suoi tifosi per dedicargli il nuovo primato e anche il vantaggio, 1 a 0 al sedicesimo.

PRUDENZA E POCO RITMO
Rientrano De Rossi e Totti, fuori inizialmente Bradley e Marquinho, ma Andreazzoli deve rinunciare a Marquinhos, problema muscolare: in difesa debutta da titolare il diciottenne Romagnoli, anche lui cresciuto nel vivaio giallorosso. Il Genoa si presenta con l’annunciato 3-5-1-1 che in fase di non possesso palla diventa 5-4-1.
Borriello, di solito accompagnato da Bertolacci, è spesso solo davanti, perché il partner offensivo si abbassa ad aiutare i centrocampisti. Ballardini, subentrato a Del Neri e imbattuto nelle cinque gare che hanno preceduto questa all’Olimpico, conta sul sacrificio dei suoi interpreti che si difendono in blocco e che trovano anche le energie per ripartire. Dopo il gol di Totti, la Roma evita dunque di sbilanciarsi per non farsi trovare impreparata, ma non sempre ci riesce. La manovra lenta e macchinosa dei giallorossi avvantaggia il Genoa che rischia poco e acquista convinzione. Lamela e Osvaldo non si accendono, Torosidis spinge a destra ma non trova riferimenti davanti. Si fa male Pjanic, distorsione alla caviglia sinistra, nel finale del tempo, spazio a Bradley.

L’ASSETTO SI SPACCA

I rossoblù, nei primi quarantacinque minuti, contano 11 corner (a zero): è la dimostrazione che la Roma concede troppo campo, separandosi in due. Restano avanti Osvaldo, Totti, Lamela e a volte anche Torosidis e Balzaretti. A centrocampo i due mediani sono in inferiorità contro i cinque rivali, da destra Pisano, Kucka, Tozser, Vargas e Antonelli. Il Genoa, subito dopo la mezzora, ha due palle gol in meno di un minuto con l’ex giallorosso Bertolacci, di testa, su cross di Borriello e grande risposta di Stekelenburg, e di piede, con l’olandese attento sulla conclusione ravvicinata. Borriello, prima dell’intervallo, pareggia su rigore che conquista allargandosi a sinistra. Burdisso è in ritardo e atterra l’ex compagno, bravo poi a spiazzare Stekelenburg: 1 a 1 al quarantunesimo.

LE LACRIME DEL PUPETTO

Il pubblico fischia la Roma che non accelera. Andreazzoli interviene: Marquinho per Balzaretti per andare all’assalto. Totti batte un angolo, Romagnoli anticipa Antonelli e di testa firma il sorpasso al tredicesimo. Il diciottenne di San Giacomo, periferia di Nettuno, è il quindicesimo marcatore stagionale e piange di gioia dopo l’abbraccio dei compagni, compresi quelli in panchina. Per trovare l’equilibrio, ecco il 4-3-2-1, con Piris terzino destro e Torosidis spostato sul lato sinistro. Ballardini inserisce Jorquera per Pizano e Immobile per Tozser. Bertolacci, prima di lasciare il posto a Rigoni, ha la palla del 2-2: bravo Stekelenburg.

LA RABBIA DI OSVALDO
Dopo la mezz’ora espulsi Ballardini, per un malinteso con Gervasoni, e Kucka che prende il secondo giallo per un battibecco con Totti. Osvaldo, fischiato al momento di uscire dal campo, non prende bene la sostituzione e non si ferma in panchina. Tocca a Perrotta e si rivede il 4-2-3-1 con il capitano centravanti, come nell’éra Spalletti. E la mossa paga: secondo assist di Totti per il 3 a 1, in spaccata, proprio di Perrotta al quarantaquattresimo. Il passato per il futuro.

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