Europei basket, l'Italia piace e conquista
Vittoria sulla Repubblica Ceca
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BASKET
ROMA – Concreta, intensa e generosa: l’Italbasket, pur con ampi margini di miglioramento, piace e conquista, 53-63, in Repubblica Ceca la seconda vittoria nel girone di qualificazione all’Europeo del 2013 in Slovenia. A Chomutov la nazionale allenata da Pianigiani compie un passo importante per centrare un obiettivo imprescindibile per l’intero movimento cestistico azzurro.

Un successo costruito sull’organizzazione difensiva e sulla fisicità, senza la fluidità e la precisione al tiro (41% da2, 26.7% da3, 57% da1) che avevano caratterizzato l’esordio vincente contro il Portogallo. Risulta determinante la maggiore presenza a rimbalzo (47-38 con il doppio degli offensivi 13-7), come il contributo di Gallinari (13 punti, 7 rimbalzi, 3 assist) decisivo nel momento chiave dell’incontro. Per la Repubblica Ceca la retina si trasforma semplicemente in un miraggio (21/61 in totale con 1/14 da3). L’energia della coppia Hackett (9 punti, 4 rimbalzi)-Chiotti (10 punti, 4/5 da2, 6 rimbalzi) è fondamentale. Prezioso anche Cinciarini (8 punti, 8 rimbalzi, 2 assist). Un eventuale successo contro la Turchia (martedì 21 a Sassari) di Bodgan Tanjevic spianerebbe la strada verso la qualificazione.

La partita. L’approccio alla sfida degli azzurri inquieta Pianigiani: l’attacco è fermo con tiri forzati (0/5 in 2’, 4/12 da2 al 7’) dopo tanti palleggi e pochi passaggi e i rientri difensivi lenti concedono ai cechi due contropiedi secondari con Benda, 6-0. Dalla panchina si alzano Gallinari ed Hackett con l’intento di alzare l’impatto fisico del quintetto. Ma sono Cinciarini (7 punti) ed Aradori a suonare la prima sveglia con due giochi consecutivi da tre punti (canestro più libero aggiuntivo), 12-10 al 7’. Cala l’intensità e la precisione dei padroni di casa che però trovano con l’eclettico e navigato Lubos Barton l'allungo, 17-10. Chiotti dà più concretezza rispetto a Cusin sotto i tabelloni ed impatta, 17-17, a 10” dalla prima sirena. Hruban brucia la buona difesa di Hackett, 19-17 al 10’.

Nel secondo periodo l’Italia cambia marcia: la palla arriva in post-basso a Gallinari (5 punti) che serve Mancinelli, poi Cavaliero innesca Hackett (5 punti) dalla lunga distanza. La zona sporca le linee di passaggio della Repubblica Ceca, che si blocca, e la presenza costante a rimbalzo offensivo produce il +10, 23-33 al 18’. Gli attacchi faticano (35% al tiro al 20’ per entrambi le squadre) e la nazionale non approfitta della mole di lavoro nella sua metà campo.

Il talentino Jelinek accorcia dalla lunetta, 29-35 al 20’. Al rientro dall’intervallo lungo Gallinari infila la tripla per il massimo vantaggio, 28-39, mentre i cechi impiegano 5’30 per ritrovare la retina. Il contributo della panchina (21 punti a 4) fa la differenza come il controllo dei rimbalzi (12-6 in attacco) e la verticalità in area (6 stoppate a 0), ma i troppi errori ai liberi frenano la fuga italiana, 33-42. Gallinari libera Cusin per la schiacciata del nuovo +10, 38-48 al 32’. Houska e Jelinek scheggiano il ferro dalla lunga distanza (1/13 da3 complessivo con 11 errori consecutivi). Cavaliero invece è preciso, 44-57, e il paisà Chiotti archivia definitivamente la contesa, 50-61 con 34” da giocare.
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