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Trionfo della Slovenia, al primo oro di una sua nazionale. Si fa male Doncic, ma basta Prepelic per annientare la Serbia: 93-85

Trionfo della Slovenia, al primo oro di una sua nazionale. Si fa male Doncic, ma basta Prepelic per annientare la Serbia: 93-85

Viva la Slovenia. Evviva il basket. Non è il calcio e allora la finale degli Europei entusiasma. Giochi e tiri, penetrazioni e circolazione di palla, meno difesa. La Slovenia aveva già vinto, a prescindere, anche solo per l’accesso ai quarti, è molto continua, aveva maramaldeggiato sulla Spagna di Scariolo, in semifinale, si presenta da under dog e vince per 93-85. Contro ogni pronostico. Perchè la Serbia era la più forte e poi ci piaceva pensare che lo fosse, per i 16 punti rifilati all’Italia. Invece… Invece la Russia nel finale non è andata lontana dalla volata, mentre i quasi 2 milioni dei biancoverdi la tengono a lungo in scacco.
Inizialmente sembra segnata, cioè la macchia di verde pisello si sa che non farà festa, che festeggerà in segno di consolazione, invece… Invece. Mamma che Slovenia e che spettacolo, con persino il fallo di simulazione del serbo Lucic, da non confondere con lo stopper del Bologna calcio, svedese di quasi 20 anni fa. 
La Slovenia non è solo Doncic, è concentrazione e la fidanzata al pala di Istanbul, è l’esaltazione dei confinanti con l’Italia, che sino a oggi avevano esultato forse solo per la sciatrice Tina Maze, fidanzata con il goriziano Andrea Massi. Ecco, lassù, a nordest, oltre la Venezia Giulia, ma anche in, per esempio a Gradisca d’Isonzo, il paese dell’Itala San Marco, a lungo in C2, si va pzzzi per questi globtrotteristi della pallacanestro.
Dragic si danna, Guduric replica, tiene lì i rossi, sul 48-43. Goran Dragic era rimasto tranguillo con l’Ucraina, negli ottavi, e neppure nella semifinale, spacca la finale dalla lunga distanza, con quel mancino arrotato, palleggio e stepback: 26 punti all’intervallo, da mvp, da pallone d’oro. La gioca da solo, altro che Belinelli e Gallinari, Bargnani e Datome. I plavi hanno molto di più, anche Bogdanovic per chi è sotto per 56-47. Rimbalzi e assist a metà gara sono in equilibrio, la Serbia vanta una stoppata in più ma anche 3 palle smarrite e tre falli in più. E’ la fiera degli attacchi. Kukkozia, diceva bene Aldo Giordani, narratore della palla a spicchi d’antan.
Si riprende, allora, tutto d’un fiato, emozioni indicibili. Bogdanovic da fuori, Marjanovic in difficoltà e questa è la vera notizia. Ecco, il 2,21 che aveva triturato l’Italia, come presenza, anche in pre Europeo, contenuto dalla Slovenia e a momenti in balia, con un canestro e fallo concesso. Sasha Djordjevic vacilla, piaceva tanto al presidente federale Gianni Petrucci, Meo Sacchetti non è inferiore e soprattutto non strabilia, a differenza di Igor Kokoskov.
E non è solo merito di Goran Dragic, il quartetto di contorno favorisce i suoi uno contro uno o dribbling. Macvan fatica, però ha l’involontario merito di far infortunare baby Doncic, dolorante a terra, con le ginocchia fasciate. Esce dalla finale al 26’, non appoggia la caviglia sinistra. Amen, la Slovenia può vincere ugualmente. Anzi, no. Perchè Bogdanovic trapana, Doncic è in lacrime in panchina. Sul -4, sembra fatta per i serbi, eppure Stimac si fa stoppare da Randolph. Arriva la bandiera del paese adriatico. Prevelic sbaglia due conclusioni, i rossi iniziano a macinare secondi tiri. Nel terzo quarto la Slovenia è ferma a 3 punti in 6’ e mezzo. Si riprende in tempo, dal 63-61 riparte con il 6-0 inebriante. Come la tripla in back di Bogdanovic, equilibrio e garretti. 
Si riparte, con ritmo alto e tambureggiare, dal +4 degli sloveni, alla prima finale della storia, due anni dopo l’argento europeo nel volley, con Andrea Giani. Il tecnico per simulazione a Micic è un bell’atto di coraggio della terna arbitrale, Dragic però è in riserva, sbaglia due liberi e altrettante triple. Sul 77-76 con Lucic liberato sembra la Reggio-Sassari dello scudetto sardo di due anni fa, il Banco era rimasto dietro per 6 gare e 37’, poi si è involato. Con il sorpasso, pare segnata, invece Prepelic la mette da tre. Lì emerge Milan Macvan, portato al Bayern Monaco da Djordjevic, mentre Milano avrebbe dovuto trattenerlo con la forza. Sull’80 pari a 3’50”, la prevalenza resta serba. Le difese si esaltano, Kuzmic sbaglia una coppia di personali. Prepelic fa il Doncic e Dragic e da tre è in trance agonistica, 19 punti. Da oro. Perchè i rossi forzano, concedono un rimbalzo, Randolph (Real Madrid) va dentro, segna e subisce fallo. Di Bogdanovic, un arcobaleno aureo, su Marjanovic. La stoppata di Vidmar sull’86-82 fa venire i brividi, Lucic compie fallo sulla bomba di Prepelic. E’ fatta, viva la Slovenia. Nonostante la schiacciata sbagliata di Randolph. Finisce in gloria, pandemonio biancoverde, con 7mila presenti.
La nostra inchiesta abituale tramite whatsapp fra gli allenatori di serie A o grandi del nostro basket trova la tastiera del coach campione d’Italia, Walter De Raffaele, a sillabare il quintetto ideale: Dragic (Shved, Russia), Bodganovic, Doncic (Slovenia), Porzingis (Grecia) e Pau Gasol (Spagna). I premiati sono gli stessi, compreso Shved, al posto del greco. Mvp, naturalmente, Goran Dragic. La Serbia conferma gli argenti, olimpici e mondiali (due) e di Euro 2009. Dalla costituzione, 11 anni, è la più continua, dopo solo agli spagnoli.





 


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