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 Ai presidenti piace vincere facile

 Il caos regna sovrano dopo la serie A. Nessun campionato professionistico ha certezze, a parte la massima serie. Perfino il vertice dl mondo dilettanti, che di amatoriale ha davvero poco, se non proprio nulla, sta vivendo un momento di grande incertezza, ovvero di caos.Colpa dei format dei campionati, dei processi sportivi e di quella insana voglia di scalare le categorie di molti dirigenti, a prescindere dai meriti acquisiti sul campo. Tra corsi e ricorsi, la serie B e la Lega Pro hanno parecchie X e Y nei loro organici, quando mancherebbero (condizionale d'obbligo in questi giorni) solo una decina di giorni al via. Il Seregno fa ricorso al Coni, la Viterbese e  altri club si accodano, sbandierando ottimismo per accedere ad una Lega Pro che altri hanno lasciato per incapacità gestionali. In mezzo, una Federazione che prova a mettere ordine, a ridurre spese e costi, a razionalizzare presenze che sembrano davvero fuori da ogni logica europea. Una Federazione che deve però i conti con il narcisismo dei presidenti, che guardano solo all'oggi e non ad un domani meno turbolento e sofferente. D'altronde, siamo italiani e come tali se possiamo "arraffiamo" il gratis (o quasi) anche in fatto di titoli sportivi. Perchè vincere sul campo,mirando basta fare ricorso ad un avvocato appena appena cavilloso per ottenere il salto di categoria? Perchè a noi italiani piace vincere facile, salvo poi chiudere la baracca perché ci si accorge che le proprie tasche non sono abbastanza capienti per contenere i soldi necessari ad affrontare le spese di una gestione.


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Venerdì 28 Agosto 2015 - Ultimo aggiornamento: 17:26

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