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Dal terremoto di Amatrice al campo-base del rugby a Rieti fino al premio di Londra: la solidarietà degli Old

Dal terremoto di Amatrice al campo-base del rugby a Rieti fino al premio di Londra: la solidarietà degli Old

Mimmo Ubertini lo sapeva come sarebbe andata a finire, conosceva bene la generosità del mondo del rugby ed ecco che giorno e notte furgoni e auto provenienti dai club ovali di tutt’Italia continuavano a portare allo stadio “Fassini-Iacoboni” di Rieti scatoloni e scatoloni di derrate alimentari destinate ai terremotati di Amatrice. Prima gli spogliatoi, poi le tribune: tutto coperto da quella marea di scatolame. E poi quei due quintali di zucchine che un ortolano della piana reatina aveva voluto donare: bellissime, buonissime, ma, già, come conservarle? Non c’era tempo da perdere e così un camioncino ha risalito la Salaria ancora disastrata per offrire agli sfollati in tenda quelle zucchine freschissime, fuoriprogramma molto apprezzato rispetto al menu standard delle emergenze.

Senza sovrapporsi alla protezione civile e sfruttando la conoscenza di un territorio complicato come quello colpito dalle scosse del 24 agosto, i rugbysti reatini hanno prima messo le mani fra le macerie in quelle convulse giornate e poi hanno coordinato una poderosa raccolta di cibo che ha visto lo stadio diventare un campo base anche per le tende dei volontari.

Mimmo, lungagnone barbuto ex rugbysta seconda linea ed ex pilota di corse in salita ma mai veramente ex, insegnante di educazione fisica in pensione, insieme agli altri Old degli ARieti Rugby aveva organizzato nella sua vita santificata alla palla ovale ogni genere di evento: test match internazionali da tutto esaurito, funerali, feste, raccolte di fondi, pranzi, cene, spettacoli e gare. E senza mai sbagliare un colpo. Eppure a un certo momento ha temuto di essere travolto da quella massa di scatoloni che non smetteva di crescere e che pure veniva di continuo recapitata fra gli sfollati grazie a staffette che raggiungevano tutte le infinite frazioni di Amatrice e Accumoli.

Per fortuna gli Old del rugby sono come fratelli e quando c’è da fare squadra, che sia per apparecchiare lunghe tavolate o per scortare per l’ultima volta un amico fra i cipressi, non si tirano mai indietro. Uno dopo l’altro allo stadio-campo base si sono rivisti tutti quelli che negli anni avevano vestito la maglia strisce celeste e amaranto, anche quelle facce che le strade della vita avevano portato lontano. E poi, siccome certi atteggiamenti sono contagiosi, si sono uniti in quel via vai di scatoloni sempre più giocatori, dal minirugby alla prima squadra di serie C e anche i loro familiari. E da Parigi è arrivato il videomessaggio di sostegno del capitano della nazionale, Sergio Parisse.

Dopo i primi giorni in apnea è arrivato anche il momento della cena di solidarietà, un terzo tempo senza che fossero stati giocati i primi due. Passata la fase dell’emergenza c’era insomma da pensare al futuro dei terremotati, ergo avanti con la serata in cui amatriciana e grigliate sono state servite a quasi 500 persone, tantissime per una realtà come quella reatina. A servire fra i tavoli anche Dino Giovannelli e Simone Turetta, presidenti degli ARieti Rugby e degli Old Rugby, passato presente e futuro della palla ovale in Sabina (e si fa sempre in tempo a dare una mano: Bccr Velino, Rieti, Iban IT07L0874314600000020302818).

“Che stai a dì, Riccibi’, che è sta storia di Londra?” ha risposto l’altro ieri Mimmo con la voce arrochita dalla fatica. Succede infatti che la Federugby abbia proposto la società Arieti Rugby per l’Award for Character, il più prestigioso dei premi che World Rugby (l’ente mondiale della palla ovale) assegna a chi mette in pratica lo spirito di questo sport. La cerimonia è prevista per il 13 novembre a Londra e solo il fatto di essere inseriti fra i candidati è motivo di grande orgoglio per Rieti e il rugby italiano. Nel 2009 il premio dell’allora Irb venne assegnato all’Aquila rugby che aveva perso anche il suo giocatore Lorenzo Sebastiani.

“Vabbeh, vedremo, mi fa piacere, eccome, soprattutto per i più giovani, ma qua allo stadio c’è ancora tanto dare” taglia corto l’ex seconda linea Mimmo Ubertini.


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Giovedì 6 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 10:30

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