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Bizzaglia: «Il mio Pomezia? Quando
investi nei progetti seri sei ripagato»

Alessio Bizzaglia insieme al tecnico Gagliarducci (foto Topini)

Ha l’entusiasmo di un innamorato del gioco del calcio e il pragmatismo di un imprenditore di successo. Alessio Bizzaglia parla della sua creatura con il sorriso in volto, la soddisfazione di aver fatto un buon lavoro e la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante per Pomezia. «Direi che la partenza è stata quella che mi aspettavo, che ci aspettavamo», spiega il patron della squadra rossoblù, da tutti accreditata come la candidata numero uno a salire in serie D. «Categoria da raggiungere a breve termine per poi pensare a qualcosa di più grande e importante»”.

Un obiettivo, quello indicato da Bizzaglia, che si chiama professionismo, quello di prima fascia non il primo che arriva: «Per ora pensiamo a questo progetto, sul quale abbiamo investito molto, secondo un principio che da sempre mi accompagna, nella vita come nel calcio: e cioè, che se si investe nei progetti seri si viene sempre ripagati»”. Il progetto Pomezia, Bizzaglia lo ha preso in gestione da un anno appena, «grazie a Nazareno Cerusico, che devo sempre ringraziare per quello che fa e per avermi aperto le porte del club insieme a Franco Mancini, Federico Coculo, Riccardo Mastella e Antonio Romagnuolo. Questo è il mio primo anno con la responsabilità diretta delle sorti del club perché finora avevo lavorato dietro le quinte per mia scelta, avendo avuto dei problemi familiari, sfociati nella morte di mio padre nel dicembre scorso, che mi avevano allontanato dal calcio».

Una responsabilità che Bizzaglia non fatica affatto a prendersi per intera, consapevole di aver scelto gli uomini giusti per i posti giusti all’interno della società. «L’allenatore Gagliarducci e il direttore sportivo Mezzina sono lo specchio di quello che voglio: carattere, determinazione e tanta grinta nelle situazioni importanti, com’èmquella che stiamo vivendo a Pomezia. Qualcuno ci ha definiti la Juventus dell’Eccellenza e questo aumenterà sicuramente la voglia dei nostri avversari di giocare, contro di noi, la partita della vita», spiega il patron rossoblù. Il cui entusiasmo sta contagiando tutta la città pometina. «Vedo un riavvicinamento della gente alla nostra società, e questo è già un primo successo. Nell’aria si sente che stiamo costruendo qualcosa di importante e ne è la testimonianza la presenza di oltre 150 bambini, che nonostante la pioggia hanno comunque voluto prendere parte al nostro Open Day del settore giovanile».

Pomezia è una piazza esigente, avendo già avuto modo di sedersi al tavolo del calcio professionistico. Bizzaglia lo sa e non vuole certo dimenticarlo. «Per rispetto di chi, prima di me, ha fatto qualcosa di importante per il calcio a Pomezia, abbiamo deciso di adottare il logo del Pomezia che giocò in serie C». Rispetto e non arroganza nei principi di Bizzaglia, che non ha intenzione di entrare a gamba tesa in un mondo, quello del calcio dilettantistico, nel quale è facile smarrirsi tra polemiche, contestazioni, pettegolezzi e non solo. «Sto conoscendo piano, piano questo mondo e non sono certo io a dover insegnare niente a nessuno degli altri presidenti. Posso solo dire che ho condiviso la scelta fatta dal presidente Zarelli sulla composizione dei gironi in modo da evitare rischi di polemiche o, addirittura incidenti (com’era successo con il Cassino da noi la scorsa stagione) perché due squadre giocano sullo stesso campo».

L’obiettivo professionismo da raggiungere attraverso gli investimenti, che riguarderanno la squadra e la società in primis, ma anche, qualora l’Amministrazione Comunale lo consentirà, sulle strutture che dovranno supportare l’attività calcistica. «Io non mi stancherò mai di ringraziare il Comune per averci concesso la disponibilità dello stadio. Spero, però, che la crescita futura possa avvenire anche attraverso una reciproca collaborazione che porti allo sviluppo del nostro stadio». Impianto che non vedrà, quest’anno, giocare il derby con l’Unipomezia, almeno in campionato. «Mi dispiace non poterci confrontare, ma come ho detto condivido la scelta fatta. Vorrà dire che sia noi che la squadra del presidente Valle faremo di tutto per andare avanti in coppa Italia. Chissà, magari potremmo affrontarci in finale…».


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Mercoledì 13 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:30

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