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Flaminia, scontro continuo: il sindaco
attacca, Corinti rivuole indietro i soldi

Continua lo scontro alla Flaminia: il sindaco Angelelli attacca Ciappici e Corinti rivuole indietro i soldi.

La Flaminia è in ritiro a Campitello Matese, ma oltre al campo a tenere banco è sempre la questione societaria. Nella giornata di domenica c'è stato un nuovo incontro tra Mario Corinti, supportato dalla Ceramica Flaminia e il presidente del sodalizio rossoblù Roberto Ciappici. L'intento di Corinti è noto da tempo: l'ex numero uno del settore giovanile della Viterbese, vuole comprare da Ciappici il cinquanta per cento della quote della Flaminia, in modo da diventare proprietario al cento per cento visto che possiede già la metà delle quote dopo l'ingresso societario avvenuto a luglio. Anche l'incontro andato in scena domenica scorsa però non ha portato a risultati concreti: Corinti come detto è supportato nella trattativa dalla Ceramica Flaminia del presidente Augusto Ciarrocchi che dopo aver collaborato per alcune stagioni calcistiche con Ciappici ha deciso di ritirare lo sponsor per evidenti differenze di vedute e progetti.

Il progetto della cordata Corinti-Flaminia è ambizioso, ma le condizioni poste al momento da Ciappici, mantenimento del comando della società in cambio delle risorse economiche portate da Corinti, non convincono quest'ultimo che è pronto a chiedere indietro la somma (38 mila euro) investita per prendere la metà delle quote del club. Intanto il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli interviene sulla vicenda campo, spiegando i motivi che hanno portato alla mancata concessione del Turiddu Madami alla Nuova Flaminia di Ciappici. "Nel 2015 l’amministrazione comunale ha indetto un bando pubblico per la gestione del campo sportivo Madami spiega il primo cittadino civitonico - il predetto bando prevedeva oneri a carico del concessionario tra cui la realizzazione di un campo in erba sintetica ed altre opere. Il comune, da parte sua, concedeva la gestione del campo per 15 anni e un contributo annuale di circa 25 mila euro. La Asd Flaminia risultò aggiudicataria della gara indetta e alla stessa fu affidata la gestione del campo sportivo. A distanza di oltre due anni - prosegue Angelelli - l’Asd Flaminia è risultata inadempiente a tutti gli impegni previsti dalla convenzione e pertanto, inevitabilmente, il comune non ha potuto far altro che prendere atto di tale inadempimento, il quale, come previsto dal contratto, comportava lo scioglimento della convenzione stessa. Questo è il motivo per il quale non si è potuto firmare il nulla osta per l’iscrizione al campionato di calcio nel quale si dichiarava che la Flaminia aveva disponibilità del campo, non essendo ciò più veritiero”.
 
 


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