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Inzaghi: «Biglia lo avrei tenuto. Totti? L'ho visto felice nel nuovo ruolo»

Inzaghi: «Biglia lo avrei tenuto. Totti? L'ho visto felice nel nuovo ruolo»

Simone Inzaghi ospite al programma “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco”, condotto da Pierluigi Pardo. Ecco le sue parole: «Dopo aver vinto 4 a 1 sul Milan si sta bene: abbiamo fatto un’ottima partita, meritandoci la vittoria e il risultato. Siamo all’inizio, ma aver vinto in questo modo ci ha regalato un bel risveglio e ci fa ben sperare. Ci eravamo preparati bene e mi sarebbe dispiaciuto se l’avessero rinviata: ho sentito dire da qualcuno che il Milan non ha fatto una grande prova, ma ci sono più meriti nostri che demeriti dei nostri avversari nella vittoria di ieri. Dobbiamo rendere onore a questi ragazzi, perché se lo meritano: questo risultato fortifica le nostre certezze. Come ho visto Biglia? Del Milan non prenderei nessuno al posto dei miei giocatori, ma lui me lo sarei tenuto volentieri. Conoscerlo ci ha aiutato nella preparazione della partita: Lucas era un osservato speciale, siamo stati bravi a limitarlo perché in quel ruolo è il più bravo in Europa, ma da qui in avanti sono sicuro diventerà protagonista nel Milan. Penso che i rossoneri alla fine lotteranno per il campionato. Immobile? L’ho voluto con tutte le forze perché sapevo che ci avrebbe dato una grande mano: come calciatore, uomo e atleta è diventato un leader. Ogni giorno cresce di più e si è meritato di essere uno dei nostri capitani. Con Pippo (Inzaghi, ndr) mi sono sentito: era combattuto perché c’era il suo Milan contro la Lazio di suo fratello, ma alla fine mi ha fatto i complimenti. Cosa penso dell’addio di Totti? Il primo anno, quando lasci, hai sempre un po’ di vuoto, ma l’ho incrociato a Ponza e mi è sembrato contento del nuovo ruolo. Come vedo la sfida tra Juventus e Barcellona? Per i bianconeri al Camp Nou sarà difficile, ma sono convinto che faranno una grande gara: l’hanno fatto anche l’anno scorso. Senza Chiellini e Mandzukic non sarà facile, ma i bianconeri hanno già dimostrato di avere nelle corde certe partite. Gli spagnoli, con la partenza di Neymar, hanno perso molto: il brasiliano faceva cose fantastiche e nell’ultimo hanno aveva anche cominciato a sacrificarsi per la squadra. Dembélé è un grandissimo giocatore, ma non è paragonabile a Neymar»

 


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