L'ambulanza arriva in ritardo
«Bloccata da un'auto dei vigili»
CALCIO
PESCARA - «Una cosa è certa, quell'automobile della Polizia municipale non doveva essere davanti all'accesso della curva Maratona che conduce al campo da gioco. Stiamo parlando dell'uscita d'emergenza più importante di tutto lo stadio Adriatico- Conacchia». Occhi rossi di lacrime e rabbia, tanta rabbia. Uomini in divisa, addetti al soccorso e tifosi parlano per una volta con una voce sola e danno sfogo alla tensione. Fanno capannello e sgomenti commentano allo stesso modo, cioè con sconcerto misto a indignazione, la scena di pochi istanti prima, con quella Croma bianca che impedisce all'ambulanza l'accesso sul campo dove Piermario Morosini, accasciato, stava lottando per la vita.

A portare la barella in campo due giocatori (FOTO). «Sono stati Verratti e Zanon, sono stati due giocatori a portare in campo la barella tirata via dall'ambulanza bloccata, è pazzesco» dicono increduli dei ragazzi con sciarpa biancazzurra al collo. Una foto e l'immagine di quell'auto per traverso davanti all'uscita di sicurezza fa il giro del mondo sul web, simbolo delle solite cose storte all'italiana. L'effetto è dirompente, nel piazzale dello stadio c'è chi perde la testa e succede che altre vetture dei vigili urbani vengono bersagliate da una sassaiola cui la Polizia risponde con i lacrimogeni. «Tre minuti, ci sono voluti tre minuti per spostare quell'auto, ma l'autista dov'era? Dov'era l'ufficiale della Polizia municipale? - urlano i tifosi fuori dallo stadio - Gli steward del Pescara calcio hanno dovuto infrangere il vetro di un finestrino per rimuoverla».

Tre minuti sembrati un'eternità ai giocatori in campo e al pubblico in tribuna all'Adriatico con il fiato in gola. Tre minuti che forse non avrebbero salvato la vita al centrocampista livornese, le cui condizioni sono subito apparse disperate. Ma sono tante le domande che chiedono risposta per questa tragedia. Domande che ancora prima dei vigili urbani investono il Gos, il Gruppo operativo per la sicurezza dello stadio coordinato per legge dalla Questura. Chi era incaricato di vigilare in quel piazzale all'interno dello stadio di Pescara non avrebbe dovuto consentire che l'auto della Polizia municipale fosse lasciata proprio davanti a quel cancello d'accesso al campo. Domande cui dovrà dare risposta l'inchiesta già aperta dalla procura e affidata al sostituto Valentina D'Agostino. Annuncia un'indagine interna anche il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia: «Faremo accertamenti e se sono stati commessi errori agiremo di conseguenza, ma dico no a processi mediatici. In questo momento i nostri pensieri sono rivolti al giovane Piermario Morosini».

Gli agenti hanno paura ad uscire in strada. Nel pomeriggio, a tragedia consumata il comandante della Polizia municipale, Carlo Maggitti, ha convocato i suoi ufficiali ai quali ha richiesto relazioni scritte sull'accaduto. Annullati i servizi notturni: gli agenti hanno paura ad uscire in strada, temono rappresaglie e dalla Questura arrivano agenti a proteggere i colleghi. «Stiamo procedendo all'accertamento della verità - ha dichiarato in serata Maggitti - Avevamo 14 unità allo stadio e tutti gli agenti erano lì per servizio non certo per assistere alla partita. Chiariremo le ragioni di quell'auto lasciata in sosta davanti al cancello, ma evitiamo criminalizzazioni: un conto è dire che la nostra vettura non doveva essere lì, altra cosa è dire che il ritardo dell'ambulanza è stato causa della morte del giocatore, sono due fatti che terrei ben distinti». Circostanze che sarà la Procura a valutare.

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