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Roma, Spalletti: «Nessun caos dopo Bergamo, ma la squadra non ha perso il suo vizietto»

Spalletti: «Nessun caos dopo Bergamo, ma la squadra non ha perso il suo vizietto»

Vincere in Europa League per affrontare con tranquillità in campionato che prevede un filotto di gare ad alto rischio. Luciano Spalletti torna anche sulla sconfitta di Bergamo definendo «vizietto» alcuni atteggiamenti che la squadra ha avuto in campo.Domani partirà Strootman da 1’, mentre resta un’incognita la convocazione di Totti. Queste le parole del tecnico in conferenza stampa
 
Infortunati. «Vermaelen ha fatto il primo allenamento, è andato bene. Siamo soddisfatti. Florenzi, Nura e Mario Rui proseguono il protocollo previsto. Totti ha un risentimento articolare all’anca destra, oggi valuteremo le risposte in allenamento»
 
Il post Bergamo. «L’ho trovata dispiaciuta e amareggiata, però vorrei tranquillizzare i nostri tifosi. Non c’è nessun caos dopo la sconfitta di Bergamo. La squadra ha fatto vedere di non aver perso questo vizietto, c’è da lavorare in maniera seria e profonda per mettere a posto questa difficoltà. La scorsa settimana si parlava di contratti, ma non è il tempo. Si deve parlare dell’impegno per sistemare alcune cose. Ci sono piccole ricadute che a volte paghiamo a carissimo prezzo, ma dentro la squadra c’è assoluta attenzione per quanto riguarda il futuro della Roma. C’è voglia di far bene».
 
L’Europa League. «Sono tutti importanti gli obiettivi, sono tutte importanti le partite. I successi vengono determinati da una serie di vittorie e prestazioni dentro molte partite. Questa è una partita che dobbiamo assolutamente vincere e tentare di vincere. Ma anche quella di domenica. Abbiamo perso tre punti importanti in classifica verso le nostre avversarie, non solo una squadra ma tutte le altre che siamo insieme a noi. Ma finisce lì. Ci dispiace, lavoriamo in profondità sugli errori commessi. Vogliamo risalire, il tempo è lì davanti. Si lavora in maniera serena per riuscire ad avere il meglio»
 
Il litigio di Bergamo. «E’ stato un episodio tattico, cose banali. Se quello che è a bordo campo racconta una cosa sbagliata e c’è la volontà di raccontare bugie, perché queste sono. Le bugie hanno le gambe corte. Se le spari tutte ti rimane poco. A noi va bene così, si vuole passare sopra il risultato. Noi lavoreremo anche quando ci ricapiterà, per migliorare di volta in volta gli errori. È una bugia anche quello che è stato detto il giorno dopo sulla riunione, però non è il tempo di parlarne prima di una partita internazionali. Le brutte figure ce le fate fare anche a livello internazionale, ma parliamone sabato. Fazio sta zitto, non lo vedo mai citato. È un giocatore di cui in questo momento non si può fare a meno. Si vanno a prendere tutte cose. Fazio merita un articolo sul giornale».
 
Strootman. «Domani secondo me è una partita che lui può giocare. Lo valuterò, è uno che considero dentro la partita. In questi momenti bisogna fare un po’ di valutazioni. Dipende un dal suo rendimento, però, è chiaro che lui ha bisogno di tempo per raggiungere la forma migliore, ma questo è normale, lo sapevamo e lo sapevate anche voi. Ho letto che c’era da aspettarsi che non fosse subito lo Strootman che conosciamo, è una cosa assolutamente normale. Domenica l’ho visto a volte un po’ lento nel pensiero, muscolarmente ha fatto un lavoro eccezionale. Ha corso più di tutti, ha fatto più strada di tutti. E’ un dato da tenere in considerazione».
 
La Juventus. «Io sono convinto di fare sempre il massimo di quello che ho davanti. Se uno dice che la Juve è più forte, è uno che non crede alla propria squadra. Noi si tenta di vincerle tutte le partite, si tenta di raggiungere il massimo finché la matematica te lo vieta. Si guarda avanti, si vuole perdere questo vizietto. Radja ha detto bene: abbiamo perso da una squadra che nel secondo tempo ci è stata superiore, però, poi hanno fatto gol su una carambola e su un rigore evitabile. Se si valutano le singole situazioni, si vede che così netta la sconfitta non è stata. Si poteva ricevere di più dalla partita, anche nel secondo tempo. Ci sono capitate un paio di situazioni che erano facili da poter portare al termine della conclusione, però poi se c’è un’inversione di tendenza si fanno vedere dei limiti e ci si cade. Non c’è altro da fare se non lavorare e andare a ricreare un’attenzione su quegli errori lì. La squadra deve riconoscere che quel limite si può superare e lavorare più in profondità da calciatori professionisti. Noi guardiamo al massimo». 
 
Il Viktoria Plzen. «Sarà una partita da sudare, perché hanno cambiato a livello tattico. Hanno messo una prima punta fisica, è forte sia fisicamente che dal punto di vista della palla lanciata. Stanno bene. Io mi auguro che loro credano alle parole che ci siamo detti: la partita c’è da sudarla. Voglio che facciano così»
 
Gli obiettivi. «Le palle sono in movimento. Sia le palle che le persone. Cosa dovrei fare? Qual è la diversificazione che ci potrebbe venire utile? In campionato non si fa più qualcosa o si lascia da parte l’Europa League? Quando vai davanti a loro, o ci vai sapendo quello che dici o è meglio che tu non ci vada. Fino ad ora dico che voglio il massimo ovvero la Juventus, però, poi perdi e loro vincono con il minimo sforzo, facendo vedere un’autorità mentale e fisica, mentre noi creiamo occasioni senza sfruttarle. Se noi avessimo fatto quello che dovevamo fare, il risultato sarebbe stato diverso. Il discorso è quello di avere sempre la voglia di riparare e rimbalzare su tutti i punti di contatto. Questa sconfitta ci fa male e ci brucia, cerchiamo di trasferirla sulle prossime partite. Io non faccio una formazione pensando che a una partita io ci tengo meno, anche perché ho a disposizione giocatori che sono forti e ho fatto giocare di meno».
 
La mentalità. «Noi abbiamo più qualità nella tecnica, nella velocità e nell’estro e si perdono un po’ le altre caratteristiche. Se siamo bravi a portare la partita nelle nostre qualità si evidenziano di più, altrimenti è meno facile che si riesca a mettere in evidenza quelle che sono le nostre caratteristiche. L’anno scorso dicevo sempre che bisogna comandare la partita, perché secondo me nella gestione della palla loro diventavano veramente bravi. È quello che si vede spesso anche quest’anno. Sono stati fatti tanti gol perché si riesce a far quello. Quando non si va in quel campo lì si ha un po’ più di fatica, perché la maggior parte dei giocatori ha altre caratteristiche.»
 


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4 di 4 commenti presenti
robertosinga
2016-11-23 19:18:50
Quando comandi la partita è ovvio che vinci. Purtroppo la realtà è un'altra: con una squadra come la Roma la partita non puoi sempre comandarla, esistono anche gli avversari che, specialmente nelle partite casalinghe, non ci stanno a farsi comandare. Allora devi giocare tirando fuori la grinta mandando anche la palla in tribuna. Le squadre vere lo sanno fare e portano a casa il risultato facendo i cambi giusti. Certo non indebolendo la squadra con gli Iturbe e flaccido i vari. Caro Spalletti e tanto difficile da capire?
luciosestio
2016-11-23 16:40:25
Ma che bravi tifosi, sempre a criticare tutto e tutti. E questo sarebbe l'amore tanto sbandierato per la squadra? Datevi una calmata!
massimo ricci
2016-11-23 14:50:30
come er solito : lui Mr Spalletti nun centra nullla ...la colpa e della squadra che nun ha capito come gestire e comportarsi nel secondo tempo.....lui cerchera' di limare tali comportamenti !!!???? ma sbajio o e' piu di anno che allena la Roma? allora se da professionista allena dei professionisti due sono , al momento , le conclusioni: o i giocatori non se lo filano o lui da incompetente non sa ne correggerli o non sa spiegare cosa pretende da loro . che fare? fargli cambiare aria ......rinnovo si con l'Ariccia sempre se lo vojiano...!!!!!!!!!!
massimo ricci
2016-11-23 14:41:54
Spalletti deve andar via , e' la vera bomba vagante nello spogliatoio di Trigoria , una scelta cosi sbagliata la poteva fare e appoggiare un soggetto filolaziale come Sabbatini che ha fatto piu danni lui sia sul piano finanziario che in quello tecnico che un sisma e tsumani messi insieme !!!!

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