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Serie A, Presentato il Var, Rosetti: «Sarà risolutivo»

Presentato il Var, Rosetti: «Sarà risolutivo»

La teoria prima della pratica. Presso il centro tecnico federale di Coverciano, in mattinata si è svolto il tradizionale incontro organizzato dall’Aia in vista dell'inizio della Serie A. Di fronte agli arbitri, impegnati nell'ultimo raduno precampionato, sono intervenuti il Presidente della Figc, Carlo Tavecchio, il Presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, i rappresentanti delle Leghe e delle componenti tecniche, i responsabili di Can A e Can B, rispettivamente Nicola Rizzoli e Emidio Morganti, e Roberto Rosetti, responsabile del progetto Var, il “Video Assistant Referee”, la cosiddetta moviola in campo, che esordirà domani in Juventus-Cagliari.

Pronti, partenza, via. Marcello Nicchi, presidente dell'Aia, ha aperto la conferenza sottolineando l’importanza del Var: «Il calcio è pronto per una nuova stagione, dobbiamo essere pronti ad assecondarlo. Sta per iniziare una stagione con innovazioni importanti che incuriosiscono tutti. Da domani si parte. Un ringraziamento particolare va a Roberto Rosetti, che ha gestito il tutto. Speriamo funzioni per il meglio. L’Aia ha avuto la soddisfazione di acquistare il suo Neymar: avere organi tecnici di livello non è una cosa di poco conto. Benvenuto a Rizzoli, Morganti, Giannoccaro, Gervasoni, Trefoloni e Montesardi. Abbiamo iniziato bene con Rocchi nella Supercoppa Europea e con Massa in Supercoppa Italiana».

 


Aiuto e supporto. Un messaggio condiviso dal presidente della Figc e commissario della Lega Serie A, Carlo Tavecchio: «Essere qui è un dovere, un obbligo e una necessità per dimostrare che la Federazione è presente con l’Aia sempre. Ci sono dei punti fermi nelle federazioni: coordinare leghe e promuovere le iniziative. L’Aia è stato uno dei cardini del sistema sportivo. Ho sempre avuto la fortuna di premiare un’istituzione di garanzia come la vostra. Le autonomie concesse sono state meritate. Sono lieto di aver concorso a questo. Un commissario va in una lega per sistemarla, non è colpa della Federazione se manca l'autogestione di una lega. Ne prendiamo atto. Noi siamo qui oggi in piena coscienza di aiutare una lega a sistemarla definitivamente. E’ inaudito pensare che la Lega non abbia un autogoverno. Credo che il campionato meriti prospettive di regolarità, deve essere concorrenziale con gli altri campionati stranieri. Stiamo facendo il massimo, lavorando anche sulle autonomie legate alla tessera del tifoso. La grande responsabilità passa anche da voi (arbitri, ndr). La buona fede non si discute mai. Spero che gli strumenti tecnici siano di supporto e aiuto per avere regolarità massima. E’ necessario garantire che chi organizza e permette lo svolgimento del campionato sia inattaccabile da punto di vista morale e professionale. Stimo molto Rizzoli. Auguro tanta fortuna a lui e a tutti coloro che hanno responsabilità. Andate e fate bene».

Istruzioni per l'uso. Nicola Rizzoli, designatore della Can A, ha fatto una disamina dettagliata del Var: «E’ un supporto tecnologico che non cambia la prerogativa degli arbitri. L’entusiasmo con cui ho accettato l’incarico - ha detto l’ex fischietto - è perché credo nel gruppo degli arbitri e in quello che faranno. Il lavoro fatto alle spalle con Rosetti è stato mostruoso. Bisogna essere tutti preparati, non solo gli arbitri. La preparazione è alla base. La nostra squadra è formata da un arbitro, due assistenti, il IV ufficiale di gara e due “Video Assistent Referee" (un arbitro e un ufficiale di gara) più un osservatore arbitrale. La formazione del processo decisionale dell’arbitro non cambia. La decisione in campo viene presa sempre. Il Var è come un portiere che salverà il risultato, ma la decisone è sempre dell’arbitro. Il gioco del calcio deve restare fluido. Le correzioni del Var saranno solo per chiari errori su situazioni da protocollo. La decisione è sempre presa sul terreno di gioco. Solo l’arbitro può cominciare una review, gli altri la suggeriscono. Se un giocatore si permette di chiedere all’arbitro di fare una review, verrà ammonito, e nessuno può entrare nella "Referee Review Area"». Rizzoli si è poi soffermato sui compiti del Var: «Può solo valutare situazioni da protocollo (segnatura rete, situazioni da possibile rigore, rosso diretto e scambio di identità). In uno dei casi citati, il Var inizia il check silente dell’azione in questione, per avere una prima idea. Se c’è un errore o presunto errore, viene operata distinzione tra le decisioni che il Var può fare sulla base di fatti (cosiddetta “Overrule”, esempio fuorigioco) e situazioni con interpretazioni arbitrali (chiamata “On Field Review”, esempio punibilità fallo di mano). L’obiettivo oggi è all’accuratezza, la decisione corretta, non la tempistica. La slow motion servirà solo per valutare i punti di contatto». 

Strumento risolutivo. Successivamente ha preso la parola Roberto Rosetti, responsabile del progetto Var: «L’obiettivo è dare un aiuto importante agli arbitri e maggiori garanzie al mondo del calcio. In Europa comincia l’Italia con la Serie A, la Bundesliga in Germania e il Portogallo. Bisogna essere orgogliosi di come è stato concertato il lavoro. Tutti insieme abbiamo raggiunto questo importante obiettivo. La Fifa è molto interessata al nostro lavoro. Tutti giocatori sono stati informati. C’è stata grande attenzione perché hanno capito l'importanza del progetto. L'arbitro è sempre al centro del processo decisionale. Il protocollo non è italiano, ma internazionale, unico per tutte le Nazionali. Non vogliamo distruggere il mondo del calcio. Sulle situazioni previste il Var sarà risolutivo».

Ricordo. Nel corso dell’evento, il Presidente Tavecchio ha consegnato all'arbitro internazionale Davide Massa il Premio "Giovanni Mauro" per la stagione sportiva 2016/2017. Inoltre, è stato osservato un momento di raccoglimento per Stefano Farina, ex arbitro scomparso lo scorso maggio e per le vittime dell’attentato di Barcellona di ieri pomeriggio.


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