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Calciomercato, Italia: è il mercato dei sogni poveri

Italia: è il mercato dei sogni poveri

Mentre in Inghilterra festeggiano acquisti da capogiro (l'ultimo, in ordine temporale, quello programmato di Sanchez allo United: esborso complessivo tra ingaggio e cartellino di 160 milioni) che avranno immediati riflessi sugli equilibri della Premier, in Italia la serie A riprenderà sostanzialmente con gli stessi giocatori e problemi pre-sosta. Si ripartirà con i soliti refrain degli allenatori scontenti, l'ultimo quello di Spalletti dello scorso 5 gennaio: «Siamo pochi, ci sono delle difficoltà oggettive». Da quel giorno il tecnico di Certaldo ha potuto accogliere solo il difensore Lisandro Lopez in prestito. E per questo, nelle ultime ore, ha alzato il pressing sui suoi dirigenti per avere presto a disposizione Rafinha (Barcellona) e un centrocampista: Ramires (Jiangsu) è la prima scelta, Manuel Fernandes (Lokomotiv Mosca) una delle alternative. In tale ottica va letta la volontà del ds Ausilio di effettuare un ultimo sforzo, alzando fino a 40 milioni l'offerta ai catalani per il prestito con diritto di riscatto del jolly brasiliano. Alla voce opportunità, non sfuggono Sturridge, in uscita dal Liverpool, Correa (Siviglia) e Gaitan (Atletico Madrid), che ha avviato le pratiche per il passaporto comunitario.
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Umore diverso invece per Sarri. Il tecnico del Napoli, ancora amareggiato per il no di Verdi, è sempre più consapevole di doversi accontentare. E non per assenza di budget (il club azzurro ha a disposizione oltre 20 milioni di euro), bensì per altri impedimenti. Deulofeu, per esempio, non infiamma per il suo carattere spigoloso, mentre il Sassuolo ha ribadito l'incedibilità a gennaio di Politano. Sono risalite le quotazioni di Younes, prenotato dagli azzurri dal prossimo giugno: ieri il suo agente ha incontrato l'Ajax per anticipare il suo sbarco a Napoli, a fronte di un esborso di 6-7 milioni.
Restano bloccate anche tante cessioni: Gustavo Gomez (Milan) e quelle degli azzurri Tonelli e Giaccherini (vicino al Chievo). Ma per loro vale la tradizione italiana: i club preferiscono tesserarli verso la fine del calciomercato per risparmiare anche un mese di alto stipendio.


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1 di 1 commenti presenti
ammianus
2018-01-20 12:04:36
Mercato povero? Mercato ragionevole direi. Gli inglesi son fuori di testa. Non sono i soldi a mancare al calcio italiano ma le idee e la voglia di giocare. Se il calcio italiano va male è più perchè mancano giocatori govani di qualità che per altro.

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