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Psg, Nasser al-Khelaifi: «Neymar e Mbappè un affare. Nessuna preoccupazione per il fair play»

Psg, Nasser al-Khelaifi: «Neymar e Mbappè un affare. Nessuna preoccupazione per il fair play»

«Neymar e Mbappe? Oggi l'investimento che abbiamo fatto è a lungo termine e sono sicuro che in due anni, tre anni di massimo, ognuno dirà 'guardate il Parigi Saint-Germain', hanno fatto un lavoro fantastico. È un buon affare aver acquisito ora questi giocatori, perché i costi di trasferimento dei giocatori, i salari e gli introiti sono in aumento rapidamente nel mondo dello sport e in particolare nel calcio. Quindi siamo molto fiduciosi e soddisfatti delle nostre decisioni. Nei prossimi anni sarebbero costati molto di più». Sono le parole del presidente del Psg, Nasser al-Khelaifi, in una lunga intervista al Daily Telegraph sul faraonico mercato estivo e gli arrivi in particolare di Neymar e Mbappe. Secondo il numero uno del club parigino questi trasferimenti fanno parte del piano del Psg per diventare «uno dei migliori club del mondo e uno dei migliori marchi sportivi del pianeta» e si dice non preoccupato per il fair play finanziario dell'Uefa. Anche con i prezzi esorbitanti pagati per i giocatori Al-Khelaifi ribadisce che al Psg sono sicuri di rispettare le regole del Fair Play finanziario, nonostante la Uefa abbia avviato un'indagine dopo l'acquisto di Neymar per 222 milioni di euro dal Barcellona e poi l'acquisizione Mbappe in prestito in questa stagione dal Monaco, con un riscatto fissato a 145 milioni di euro che verrà pagato nelle prossime due stagioni (2018/2019 e 2019/2020) con 35 milioni di euro di potenziali bonus. «Stiamo lavorando duramente negli ultimi sei anni per costruire i ricavi del club che sono cresciuti attraverso biglietteria, sponsorizzazioni, merchandising e diritti televisivi, da 90 milioni di euro a circa 500 milioni di euro, con le ultime due stagioni che hanno visto impennare i profitti», spiega Al-Khelaifi. «Ora intendiamo continuare ad aumentare le nostre entrate tra il 20 e il 40 per cento. »Abbiamo un anno per soddisfare i criteri del PFP. Abbiamo fino al 30 giugno 2018. Così dico a tutti di rilassarsi e pensare al progetto. Pensiamo a costruire il nostro progetto«.

Il presidente del Psg non è preoccupato dell'indagine della Uefa. «C'è pressione da parte di altri club (per indagare), ma non penso che l'Uefa si farà influenzare, perché sono molto professionali e molto seri. Per la millesima volta dico che sono molto fiducioso. Rispettiamo tutti i club e ci aspettiamo lo stesso. Stiamo investendo nel campionato francese e per essere altamente competitivi nella Champions League. Stiamo rispettando tutte le regole e i regolamenti». L'impatto enorme che ha avuto l'acquisto di Neymar è alla base del progetto del Psg. «Oggi abbiamo un problema da risolvere: non abbiamo abbastanza magliette. Questo è enorme problema per noi, sono stato negli Stati Uniti la scorsa settimana e ho visto la maglia del Paris Saint-Germain ovunque. Lo stesso in Asia, America Latina e Medio Oriente». Il Psg ha già visto un aumento commerciale dal momento che Neymar ha firmato il contratto - le vendite delle magliette sono salite di 10 volte e dal giorno in cui ha firmato c'è stato il 75 per cento in più di visitatori nei negozi di Parigi in un solo mese, con la vendita di 210.000 prodotti del Psg. L'impatto anche televisivo a livello mondiale è stato impressionante. «La prima partita di Neymar con il Guingamp è stata trasmessa in 183 paesi. È una cosa incredibile per la Francia e per il campionato francese», prosegue Al-Khelaifi che aggiunge: «ho parlato con il proprietario di Globo TV in Brasile e mi ha detto: 'Indovina quante persone in Brasile hanno visto la presentazione di Neymar - solo la presentazione, non la prima partità. Ho risposto 'cinque milioni?' Ha detto di nò. Ho detto '10 milioni?' Ha detto 'no - 85 milionì. È fantastico».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 12 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:48

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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
tommy
2017-09-12 14:29:48
Il FPF nacque per calmierare sia il mercato ed i contratti ai calciatori, quindi livellare le squadre, in realta` ha diviso ancora di piu`, da una parte le squadre deboli con limitate risorse finanziarie, e dall'altra parte quelle piu` forti economicamente, in parole povere, si e` parlato bene, ma si e` razzolato male. Ad oggi in Europa c'e` un piccolissimo gruppo di 6/8 squadre, che hanno maggiori possibilita` di vincere la Champions, il resto riempiono il calendario. Per gli investimenti fatti il PSG dovrebbe vincere la Champions, qualora non la vincesse, ci si dovrebbe domandare che investimenti si debbono fare per arrivare in finale? A presto
cippalippa
2017-09-12 13:47:51
questo signore che ha avuto la semplice fortuna di essere nato con una pozza di petrolio sotto i piedi ci vuole anche insegnare come si fa l'imprenditore nel mondo del calcio. Dopo questi due trasferimenti il divario tra squadre piccole e grandi si e' gia' allargato enormemente, se non si rivede velocemente la regola del fairplay finanziario i danni saranno incalcolabili.
Scioccolade
2017-09-12 11:17:49
il fair play finanziario e' stato introdotto per impedire che si droghi la competizione fra le squadre con spese in debito e debiti ripianati con risorse estranee al bilancio dei club, ma sta facendo acqua, mi pare. Non si capisce come il Psg, checche' ne dica il presidente-sceicco, possa portare introiti che almeno pareggino l'enorme spesa per i giocatori citati. A meno che non si creino artifici di bilancio con finte sponsorizzazioni e cose del genere. L'Uefa che fara'? Di fronte a questa massa di quattrini che entrano nel calcio applichera' severamente regole che non sembrano saper prevenire queste follie? Altro che magliette! Khelai', facitece o piacere

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