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Superbike, Melandri, chi si rivede

Melandri, chi si rivede

ROMA L'ha aspettata, voluta e bramata e, finalmente, sotto il sole di Misano Adriatico è arrivata. Ha il valore della rivincita, la vittoria di Marco Melandri, di chi ha vissuto gli allori della medaglia d'argento in MotoGP, ma anche la polvere di chi è costretto a guardare gli altri, come un marinaio su di un molo. Ha atteso in silenzio un'occasione di ritorno, allenandosi perfino con una moto stradale quando gli altri disputavano gare e campionati. Si è rimesso in gioco con Ducati, dopo il naufragio dell'esperienza con Aprilia, quando nonostante una velocità da primo della classe, era dovuto sottostare alla regolarità vincente di Guintoli, ed applaudire quel titolo mondiale che, probabilmente, dentro di se sapeva poter esser suo. Ieri Marco Melandri è tornato su quel gradino più alto del podio, battendo le due Kawasaki di Jonathan Rea e Tom Sykes, mostrando a tutti come la scelta di Ducati di offrirgli una nuova chance, si sta rivelando una scommessa vincente. Una vittoria dai mille anzi, dai cento significati questa per Marco, che riprende un discorso di vittorie del Belpaese la cui striscia si era fermata a 99 affermazioni. L'ultima proprio con lui. Nel mezzo tante speranze ed illusioni. Serviva il ritorno del ravennate per veder sventolare di nuovo i vessilli del tricolore italiano. Oltretutto in Italia e su di una moto italiana. Dopo averla sfiorata il giorno prima, scivolando all'ultimo giro in gara uno, ieri Melandri è partito rimontando posizioni su posizioni, instaurando un ritmo insostenibile e involandosi alla fine solitario sotto la bandiera a scacchi: semplicemente imbattibile ieri il ducatista. «Sin dai test invernali sapevo di poter essere competitivo, ma fino a che non vinci non hai mai la conferma vera e propria. Ho sempre creduto in me, così come ha fatto la squadra. Sono felice di avergli regalato questa soddisfazione. Voglio dedicare questa vittoria a loro, che mi hanno dato l'opportunità di tornare in sella, aiutandomi fin dal primo giorno». Infine la dedica anche al compagno di squadra infortunatosi ieri: «Questa vittoria è anche per Chaz (Davies, ndc). Meritava lui di vincere».
 



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