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Italia cancellata a Murrayfield: 29-0, un altro cucchiaio di legno

Italia cancellata a Murrayfield: 29-0, un altro cucchiaio di legno

dal nostro inviato
EDIMBURGO E' pari allo zero assoluto, oltre che allo zero nel punteggio (29-0), il match degli azzurri a Murrayfield che come sempre annichilisce con quel Flower of Scotland cantato a cappella da 65mila fedeli quando le cornamuse smettono di suonare.

Un disastro sotto ogni aspetto a Edimburgo che segna, si spera, anche l'anno zero del rugby italiano, quello da cui risalire ricostruendo il movimento dalla base al vertice come ha progettato il ct Conor O'Shea e il suo staff.
 



Gli ottanta minuti prima sotto la pioggia  e poi sotto un sole senza calore si possono riassumere in un termine solo: impotenza.

Quattro mete le subite, il che fa lievitare il passivo finale a 26, il nostro peggiore di sempre nel Sei Nazioni dopo quello dell'anno scorso (29). Ma quello che fa più male è che ai 29 punti incassati l'Italia non ha replicato nulla pur non avendo davanti dei mostri di bravura. "Solo" una squadra ben ordinata e con le idee chiare.

Fin dal primo minuto del primo tempo si è rimasti a bocca aperta dall'inconsistenza degli azzurri:  Canna ha fallito tre calci su tre di cui due a dir poco banali, tre touche sono state regalate e così anche una mischia, ancora troppi placcaggi mancati. E poi quell'incapacità cosmica di raggranellare punti dopo aver creato occasioni favorevoli (almeno due) con il maul avanzante, l'unica cosa che gli azzurri sono stati in grado di far funzionare. E' stato senza dubbio il più orrendo primo tempo di questo Sei Nazioni e come al solito l'Italia è apparsa paraodossalmente penalizzata da un maggior possesso di palla e di occupazione del territorio avversario.

Il piano di gioco basato su lunghi calci, non sempre precisi e non sempre accompagnati da sufficiente pressione, ha in realtà avvantaggiato la Scozia che ha segnato due mete al 28' e al 38' (Russell e Scott) concretizzando con troppa facilità le rare opportunità. Poca fatica e molti frutti, insomma, quando invece Parisse e compagni sono andati al the con un pugno dfi mosche e una terribile sensazione di impotenza. 
Qualche guizzo di Gori ha ravvivato l'azione, ma poi la palla tornava agli scozzesi oppure Canna sbagliava il penalty.

Emblematici i primi 11 minuti della ripresa: l'Italia ha attaccato senza sosta, ha impostato tre penal-touche, ha vinto tre mischie, ha organizzato due giocate con il pack, ha costretto il capitano scozzese Barclay a far crollare più volte il maul spingendo l'arbitro a sventolargli davanti il cartellino giallo. Insomma il pallone ha ballato per 11 minuti 11 sulla linea di meta degli scozzesi in inferiorità numerica, ma poi l'azione è sfumata tra scelte errate e passaggi sbagliati. Un colpo da ko per il morale di un gruppo che non è mancato in impegno e fisicità, ma di lucidità. E allora sono la giusta conseguenza di questa incapacità anche le due mete scozzesi nella ripresa (61' Visser e 72' Seymour) per il cappotto finale.

Gli azzurri hanno continuato ad attaccare fino alla sirena ma in questo match era evidentemente scritto che si sarebbe chiuso a zero punti sul tabellone, zero punti in classifica (nemmeno uno di bonus) e con il settimo cucchiaio di legno.


IL TABELLINO
Scozia v Italia 29-0 (15-0)
Marcatori: p.t. 4' c.p. Hogg (3-0); 28' m. Russell tr. Russell (10-0); 38' m. Scott (15-0); s.t. 61' m. Visser tr. Russell (22-0); 73' m. Seymour tr. Russell (29-0)

Scozia: Hogg; Seymour, Jones (26' Scott) (74' Weir), Dunbar, Visser; Russell, Price (54' Pyrgos); Wilson (48' Du Preez), Watson, Barclay (cap); Gray J., Gilchrist (57' Swinson); Fagerson (65' Berghan), Ford (65' Brown), Reid (55' Dell)
all. Cotter
Italia: Padovani; Esposito, Benvenuti, McLean, Venditti; Canna (63' Sperandio), Gori (53' Violi); Parisse (cap), Mbandà (53' Minto), Steyn; Biagi (74' Ruzza), Fuser (53' Van Schalkwyk); Cittadini (41' Chistolini), Gega (41' Ghiraldini), Lovotti (62' Panico)
all. O’Shea
arb. Gauzere (Francia)
Cartellini: 49' giallo a Barclay (Scozia)
Calciatori: Hogg (Scozia) 1/1, Canna (Italia) 0/3, Russell (Scozia) 3/4,
Note: giornata caratterizzata dalla pioggia e dal vento a fasi alterne. Campo in buone condizioni.
Punti conquistati in classifica: Scozia 5; Italia 0
Man of the match: Russell (Scozia)


LA PRESENTAZIONE

EDIMBURGO Di nuovo venti di secessione su Edimburgo coperta di nuvole che vuole ribellarsi ancora una volta all’Inghilterra, ma che mai allestirà un referendum per dividersi dagli inglesi e dagli altri abitanti dell’Unione ovale europea, quel Torneo delle Sei Nazioni che comprende anche Galles, Francia, Italia e Irlanda, a sua volta da sempre un’unica, meravigliosa entità nel nome del rugby.

Epperò sabato scorso a Twickenham i nemici-amici inglesi hanno devastato gli scozzesi come non era mai accaduto nella storia trisecolare del Torneo (61-21) fornendo loro tonnellate di motivazioni per rifarsi subito con gli azzurri domani a Murrayfield. Per noi è la solita, disperata sfida per evitare il cucchiaio di legno (tutti ko, e sarebbe il 7° in 18 edizioni), per gli highlanders – che in questa edizione hanno battuto Irlanda e Galles - è l’occasione di conquistare il secondo posto finale nel Torneo che manca loro dal 2000 e anche di confermarsi al 5° posto nel ranking mondiale (10 posti avanti all’Italia…) che vale prestigio, denaro e migliori opportunità all’imminente sorteggio per i Mondiali 2019 in Giappone.

Insomma, come sempre oggi si parte da un pronostico impietoso per l’Italia (per i bookmaker perderemo di almeno 20 punti) che ha finito tuttavia per fare l’abitudine a tali vaticinii riuscendo per due volte a ribaltarli issando il tricolore sul Castello di Edimburgo, ieri meta di almeno 5mila fedeli italiani in trasferta: nel 2007 con il celeberrimo blitz delle 3 mete nei primi 6 minuti di gioco e nel 2015 con la meta alla sirena. Già, risale appunto a quell’exploit l’ultima vittoria dell’Italia nel Torneo: poi solo pianto e stridore di denti per 11 match consecutivi. Che amarezza sarebbe poi per il ct O’Shea, il condottiero della leggendaria impresa di novembre contro il Sud Africa, diventare il primo allenatore a non vincere almeno un match nel Sei Nazioni d’esordio. In verità bisogna credergli quando dice e ridice che questo gruppo con poca esperienza è cresciuto tanto in questi mesi e che il futuro sarà quello della calda primavera di Roma e non quello di glaciali stagioni come quelle di Edimburgo.

Ma intanto anche gli avversari migliorano e con ritmi più incalzanti, come appunto gli scozzesi che negli anni scorsi hanno messo a regime e al servizio della nazionale ogni singolo elemento (franchigie, accademie e club) di un movimento non corposo in fatto di numeri, ma profondissimo per tradizione: qui nella capitale profumata di malto tostato venne giocato nel 1871 il primo match internazionale di football giocato alla maniera di Rugby. Vittoria della Scozia sull’Inghilterra per una meta a zero.

Una strada, quella seguita dalla Scozia, che riecheggerà nel confronto fra ct e federazione nei prossimi giorni, quando al bilancio del Torneo seguirà – deve essere così – il varo definitivo nel nuovo corso indicato da O’Shea e dal suo staff.

“Lo so che sulla carta siamo sfavoriti – dice il capitano Sergio Parisse, che tiene lontano dalla mente l’incredibile caso della fusione del suo club, lo Stade Francais, con il Racing – ma non è una novità. Lo eravamo anche nel 2007 e nel 2015, ma sapete come è finita. E poi mi sembra che a Twickenham ce la siamo cavata meglio noi degli scozzesi (36-15) per quanto ogni partita faccia storia a sé. A ogni modo io e gli altri ragazzi, nonostante il valore della Scozia che ha fatto un Sei Nazioni di alto livello, non ci sentiamo assolutamente battuti in partenza, anzi, ogni settimana di lavoro in più con Conor e gli altri tecnici ci fa capire sempre meglio come sfruttare le nostre potenzialità. Perdere fa male, sono il primo a ricordarlo, ma credetemi, la fiducia fra noi è molto forte. Cercheremo di rallentare il loro gioco perché gli avversari sono capaci di accelerazioni molto efficaci, poi vedremo di imporre alcune delle nostre idee”.

IRLANDA-INGHILTERRA
I rovelli fra scozzesi e italiani sono tuttavia acqua di fonte rispetto al whisky senza ghiaccio del terzo e ultimo match che alle 18 chiuderà questo supersabato finale del Torneo: gli irlandesi accolgono a Dublino ancora agghindata per San Patrizio gli invincibili inglesi con la missione di far crollare la reggia costruita da Eddie Jones con marmi e stucchi dorati. L’Inghilterra ha infilato 18 vittorie consecutive uguagliando il record degli All Blacks e oggi potrebbe quindi scrivere un nuovo capitolo per gli annali. Inoltre i bianchi con la rosa carminio sono a quota 18 punti e hanno quindi già vinto il Torneo, ma oggi all’Aviva Stadium si giocano la Triplice Corona (riservata alla nazionale anglosassone che batte le altre tre) e il Grand Slam (5 vittorie su 5), che gli inglesi hanno vinto l’anno scorso. Beh, è dal 1993 che la doppietta non riesce loro come non è mai riuscita ad alcuno dal 2000, da quando il Torneo è stato allargato all’Italia. Trofei virtuali che appartengono alla storia di passione del Championship ben più della Coppa stile caffettiera Bialetti introdotta nel 1993 per fare piacere allo sponsor.

E quindi solo una questione di orgoglio che però nel rugby conta ancora tantissimo: gli irlandesi speravano di giungere a questo ultimo atto con la possibilità di affrontare gli arcirivali per la vittoria del Torneo, ma adesso possono lottare per una soddisfazione ancora maggiore. Mandare a casa gli inglesi scornati, senza record per superare gli All Blacks, senza Triple Crown, senza Grand Slam e solo con quella Coppa che non avranno nemmeno voglia di alzare. Un sogno per tutta l’isola smeraldo. E’ accaduto nel 2001 e nel 2011 e nei pub se ne parla sempre con lo stesso inebriante piacere della prima, epica vittoria ottenuta la scorsa estate contro gli All Blacks a Chicago, guardacaso fermati dopo una striscia di 18 vittorie consecutive. Che partita domani a Dublino.

Programma. Oggi quinto e ultimo turno (dirette Dmax dalle 12.50): Scozia-Italia alle 13.30; Francia-Galles alle 15.30; Irlanda-Inghiterra 17.30. Classifica: Inghilterra 18; Irlanda 10; Francia 10; Galles e Scozia 9; Italia 0.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 17 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 19-03-2017 14:00

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