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Cercasi regina disperatamente: gli Internazionali orfani di una vera numero uno

Angelique Kerber

Le regine delle ultime sei edizioni, Serena e Masha, mancano all'appello: una è incinta, l'altra è finita ko. Allora pensi a chi nel recente passato è andato più vicino al trionfo: le finaliste degli ultimi tre anni. Madison Keys, Carla Suarez-Navarro e Sara Errani. Tutte eliminate al primo turno. Quindi volgi lo sguardo alla classifica Wta e ti aggrappi alla numero uno del mondo, Angelique Kerber. Che però ieri ha perso (al secondo turno, ma per lei era il primo) 6-4 6-0 contro l'outsider estone Anett Kontaveit. E la n.2 in tabellone, Karolina Pliskova, ha, sì, asfaltato la piccola americana Davis, ma prima di ieri al Foro Italico non aveva vinto nemmeno un match. Il cartello sugli Internazionali femminili è appeso e recita più o meno: AAA cercasi campionessa disperatamente. Il problema è che attualmente non c'è una numero 1. In senso di carisma e tecnica. Al di fuori di Serena e sperando nei ritorni al top di Masha e Azarenka la Wta offre solo una sfilza di tenniste che più o meno si equivalgono e che possono diventare n. 1 del mondo o scivolare al 15 in base ai risultati. Quella che più è rimasta al top ultimamente è proprio la tedesca Angie, che però paga un rapporto a dir poco conflittuale con la terra rossa e un atteggiamento mentale non sempre giusto. Ieri sul 4-2 del primo set si è spenta la luce e ha incassato 10 game consecutivi. A Madrid si è ritirata sul 6-3 5-0 per non subire il cappotto dalla Bouchard. Campionesse bisogna esserlo anche nei ko. In assenze di leader, meglio pensare a chi la vetta l'ha solo sfiorata e ora ci si riavvicina. Simona Halep ha vinto Madrid per il secondo anno di fila e ieri ha esordito liquidando la Siegemund da cui aveva perso a Stoccarda. Segnali incoraggianti. Per tipologia di gioco e corridoio in tabellone, dopo l'uscita della Kerber, è tra le favorite d'obbligo. Dalla parte bassa il nome che convince di più è quello di Johanna Konta, quinta favorita del seeding: ha vinto a Miami il suo primo Premier Mandatory e sembra finalmente pronta per la consacrazione. Simona e Johanna sono due '91, potrebbero aprire un ciclo ma non possono più rimandare il momento dell'esplosione.

L'AFFLUENZA
Nonostante le assenze di Federer e Serena e l'ecatombe successiva di teste di serie, i botteghini del Foro Italico continuano a stracciare record. «E immaginate se ci fosse stato anche Roger, dovevamo aprire direttamente lo stadio Olimpico scherza il direttore operativo del torneo Diego Nepi Molineris Al di là del Centrale, anche i campi secondari sono sempre pieni. C'è una grandissima fame di tennis che non ci fa temere nemmeno dopo l'eliminazione di alcuni big».
 


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Giovedì 18 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:28

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