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Ciclismo, Milano-Sanremo: Nibali porta l'Italia in trionfo dopo 12 anni

Capolavoro Nibali, stacca tutti e vince la Milano-Sanremo

Autentico capolavoro di Vincenzo Nibali della Bahrein Merida, che con un’impresa memorabile, ha conquistato l’edizione numero 109 della Milano-Sanremo, la prima classica Monumento della stagione e anche la più lunga con i suoi 294 chilometri. Il gruppo attonito alle sue spalle si è dovuto arrendere alla superiorità del siciliano, che dopo aver sferrato l’attacco vincente sulla salita del Poggio, in discesa ha consolidato il suo vantaggio e da solo ha tagliato il traguardo di via Roma, beffando tutti i velocisti. Alle sue spalle l’australiano Ewan della Mitchelton Scott, seguito dal francese Demare della Groupama-Fdj e vincitore nel 2016. 
Nibali è arrivato a questa Milano-Sanremo a fari spenti, in pochi avevano puntato sulla sua vittoria, perché alla Sanremo molto spesso si vince in volata e lui non è uno veloce, che vince negli sprint. Questo gli ha permesso di fare la corsa tranquillo senza pressioni e grazie alla sua fantasia di campione, ha sorpreso tutti e negli ultimi 19 chilometri ha creato il progetto giusto, quello che gli ha permesso di vincere l’edizione numero 109 di questa classica Monumento.

Per lo squalo dello Stretto questa corsa ha un significato importante e in carriera l’ha corsa già  10 volte, cercando sempre di onorarla dando il massimo, come fece nel 2012 quando fu l’ultimo italiano a salire sul podio di questa classica, alle spalle di Gerrans e Cancellara. Ogni anno Nibali si è inventato qualcosa per far bene nella città dei fiori e quest’anno finalmente, grazie anche ad una forma fisica in costante crescita, è riuscito nell’impresa e dopo 12 anni ha riportato il tricolore sul gradino più alto del podio. Era infatti il 2006 quando a vincere fu Filippo Pozzato davanti a Petacchi e Paolini con un podio tutto italiano.

Fare un pronostico su corse difficili come la Milano-Sanremo non è mai facile e come è successo oggi, i super favoriti Kwiatkowski della Sky e il campione del mondo Sagan, sono stati controllati dal gruppo per tutta la corsa e l’unica possibilità di vittoria per loro, era in un arrivo in volata. La volata però non c’è stata questa volta e la vittoria è arrivata con un’azione a 19 chilometri dal finale, quando il capitano della Bahrein Merida, che in un primo momento doveva fare la corsa per Colbrelli, ha sentito le sensazioni giuste e dopo i capi e la Cipressa ha fatto capire le sue intenzioni. Sul finale del Poggio è arrivata la giusta ispirazione e l’azione che ha portato alla vittoria. Alle spalle del siciliano subito si è formato un buco e mentre in discesa guadagnava ulteriori secondi, dietro nel gruppo il compagno Colbrelli faceva da stopper controllando l’andatura. Gli ultimi due chilometri con il vento in faccia per Nibali sono stati terribili e non si è mai voltato e le uniche cose che sapeva  sul gruppo venivano dalla radiolina che gli comunicava il vantaggio. Per Nibali quella di oggi è stata la realizzazione di un sogno e la conquista di una corsa che lo consacra ancora una volta come campione tra i campioni.

Il siciliano aveva concluso a ottobre la stagione con la vittoria al Lombardia, ultima classica di stagione e ora a inizio stagione, ha conquistato la classica più lunga di questo sport. 
Il capitano della Bahrein Merida che quest’anno si dedicherà al Tour de France, lo rivedremo in corsa al Giro delle Fiandre e poi alla Liegi-Bastogne-Liegi.

Dichiarazioni: “Quando ho visto il vuoto nel tratto più duro nel finale, ho accelerato e non mi sono mai voltato, sentivo solo che dalla radiolina mi dicevano che avevo un vantaggio di 20 secondi. Solo a 50 metri dal traguardo ho tirato un sospiro e mi sono goduto l’arrivo in mezzo a tutta quella gente. È un’emozione bellissima vincere questa corsa perché io non sono velocissimo e quindi non pensavo di potercela fare e la fortuna qualche volta invece ti sorride così. Ho fatto una buona Tirreno dove sono uscito in crescita e la gamba era buona. Ho capito di aver fatto qualcosa di grande ma devo ancora realizzare bene e questa corsa è sempre molto difficile e mi gusterò dopo quello che ho fatto. 

All’inizio dovevo fare da stopper per Colbrelli perché stava bene, poi mi hanno chiesto un cambio e quando ho visto che si era creato il vuoto sono andato e ho preso subito vantaggio rimanendo solo. La parte più difficile è stata nel finale, quando mancavano gli ultimi due chilometri e avevo il vento in faccia. Non vedevo l’ora che finissero quei due viali dove correvo a tutta e non sapevo neanche cosa stava succedendo nel gruppo e per questo non mi giravo. Sulla Cipressa avevo buone sensazioni e aspettavo che qualcuno si muovesse ma non succedeva nulla e ho dovuto giocare da attendista. Vincere oggi non era facile e la carica nel finale mi è arrivata da tutta quella gente che mi acclamava e poi dopo il traguardo trovare i miei due amori, mia moglie e mia figlia è un’emozione indescrivibile”.

Classifica
1 - Vincenzo Nibali (Bahrain - Merida) -
2 - Caleb Ewan (Mitchelton - Scott) s.t.
3 - Arnaud Demare (Groupama FDJ) s.t.


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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
sognatore romanista
2018-03-18 19:41:55
Nel ciclismo professionista e non, TUTTI prendono integratori che sono al limite del doping, e spesso lo superano...nessun atleta che non si aiuti con la chimica puo' pedalare a quei ritmi per ore. Il ciclismo e' cosi' da decenni.
cippalippa
2018-03-19 18:03:14
e' vero, e' sempre stato cosi dai tempi di Coppi, pero' vedo ancora una differenza tra chi ha vinto facendo uso di doping sistematico (in passato praticamente tutti, Armstrong sopra tutti) e chi assume integratori che sicuramente aiutano le prestazioni ma rispettano le regole e i limiti che il ciclismo stesso si e' dato. Voglio credere che le cose adesso siano almeno migliori di prima.
Petrosellik
2018-03-18 07:44:04
Finalmente una vittoria di chi on gioca sporco: non ha mai destato sospetti di doping come molti suoi avversari.

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