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Serie A, polemiche e proteste: troppe interpretazioni al protocollo della Var

Polemiche e proteste: troppe interpretazioni al protocollo della Var

Chi voleva la Var morta e sepolta ieri sarà stato servito. La Var c'è, si vede e si sente nelle parole dei soliti scontenti. Condizione forse naturale in questa fase di sperimentazione, dalla quale, forse, dovrebbe uscire un po' più di chiarezza da parte dei vertici arbitrali, che non hanno nessuna intenzione di fare marcia indietro. Perché le interpretazioni sul suo utilizzo, che vengono fuori settimana dopo settimana, sono diverse e, spesso, ad uso proprio da parte di giocatori e allenatori. C'è un concetto che dovrebbe sovrastare tutti gli altri, senza con questo dover cancellare critiche e polemiche: la centralità dell'arbitro e il suo potere decisionale. E' questo il punto che determina l'applicazione (o meno) del Var. Com'è accaduto ieri a Cagliari, dove imperversano le contestazioni della Lazio (sfortunata davvero con gli interventi della Var) nei confronti dell'arbitro Guida, che ha valutato, forse in modo sbagliato, ma qui entra in gioco il suo potere decisionale, la consistenza del contatto in area tra i piedi di Ceppitelli, Barella e Immobile. Valutazione che (qualunque essa sia stata) le immagini non trasformano in un chiaro errore, tale da determinare l'intervento del Var. Casistica nella quale invece ricade il fallo di Luiz Felipe su Pavoletti (difensore si disinteressa del pallone e va diretto sull'uomo) fuggito a Guida, come si evince espressamente dal gesto delle sue mani, e sul quale Gavillucci chiede la revisione video. Var in azione (e molto) anche in Sassuolo-Spal, in una delicata sfida salvezza. L'arbitro Doveri ricorre all'on field review per assegnare i due rigori ai padroni di casa, entrambi per falli di mano simili, per non dire uguali: palla sul braccio appena largo del difensore. Nessun rigore, invece, sulle proteste di Paloschi che chiede il rigore per un contatto di mano Acerbi. Il Var conferma la valutazione di Doveri: la palla finisce sul petto. Pasqua, che si è ritrovato a dirigere una delicatissima Fiorentina-Benevento, giudica involontario un tocco con il braccio di Biraghi in un intervento in scivolata su cross basso di Guilheme, sul quale il Var non interviene. Non c'è bisogno dell'assistenza video a Torino per assegnare il rigore alla Juventus. Angella ferma Dybala intervenendo in ritardo sull'argentino e Giacomelli fischia il penalty, che Higuain sbaglia. Mazzoleni riceve aiuti silenziosi in Crotone-Sampdoria. La prima volta in occasione del rigore concesso ai calabresi per una trattenuta (a dire il vero apparsa lieve...) di Sala su Nalini lanciato a rete. La seconda in occasione del 3-0 del Crotone: qui, come da protocollo, il Var va a rivedere la posizione di Trotta, che segna sulla respinta del portiere doriano. A Genova, Var in azione sui due gol annullati (uno al Genoa e uno al Milan), entrambi per fuorigioco.


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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
elio.cnx
2018-03-12 13:42:28
Nel football americano, ogni allenatore ha, se ricordo bene, 2 possibilita' di richiedere la VAR.
ernonnetto
2018-03-12 14:50:01
NFL challenge rules allow for two challenges for each team during a game. A third challenge can be awarded to a team only if they are successful in both of their previous challenges. If one or both of those challenges is denied, then the team does not get a third challenge. In the last two minutes of each half of play, team challenges are not necessary. The officials automatically review all controversial plays during this time. Ossia 2 se ne sbaglia una e perde un time-out altrimenti 3 - ultimi 2 minuti replay e' automatico
gia.
2018-03-12 13:23:36
x me il var nn esiste sportivamente dicendo. da laziale nn mi appello a quelli che sono incapaci e spesso prevenuti, ovvero la massa arbitrale comandata da un burocrate ottuso, o dalla pletora di gente che ha fatto fallire il calcio italiano e ancora nn è stata allontanata. definitivamente. vedo piuttosto una squadra in bambola,stanca,senza tono atletico,guidata da uno che nn avendo fatto la gavetta nn capisce che si deve adattare la squadra al gioco avversario,spuntando anche un pareggio invece di voler vincereb a tutti i costi. nn conosce variazioni tattiche e regolarmente becchiamo gol in contropiede e senza difesa di sorta. morale? spero di essere smentito,ma il 4 posto è un miraggio,con inter e milan in concorrenza- 6sto o 7mo è oggi la giusta collocazione. se poi ci si illude come tifosi allora nn si sa vedere il calcio.
diceilsaggio
2018-03-12 14:40:00
questo siamo noi...sempre a criticare anche quando da criticare non c'è niente fuorché il pessimo arbitraggio....la Lazio sta giocando e pure bene, non può tenere quei ritmi ma se mi ostacoli con decisione errate io mi demoralizzo e mi innervosisco e automaticamente cala l'attenzione e tutto il gioco... l'allenatore è al suo secondo anno e sta facendo meglio di chi è in serie A da tanti anni e alla guida di "grandi" squadre falliscono tutti gli obiettivi...eravamo partiti che non saremmo arrivati oltre il 7°/8° posto...ci stiamo giocando un posto in champion...come Roma (obiettivo scudetto) Inter (obiettivo champion e mercato milionario), Milan (obiettivo champion e 200 milioni di mercato) e ci metto il Napoli (obiettivo scudetto ma avrà solo un posto in champion)...ora mi dici tutto questo tuo pessimismo da dove nasce?
LUPOBIANCO62
2018-03-12 12:46:23
Torno a ripetere i commenti che ho fatto ad inizio stagione: il VAR è necessario ma si deve eliminare l'incognita dell'interpretazione arbitrale circa la sua consultazione. La formula esiste ed è quella già sperimentata (con successo) nel tennis: ovvero 3 chiamate possibili per tempo da parte del capitano della squadra da operarsi entro massimo 20 secondi dal fatto... se dalla consultazione risulta che la chiamata aveva ragion d'essere il numero di possibili chiamate rimane intatto, in caso contrario la chiamata viene "bruciata" e il numero di possibili appelli al VAR si riduce. Sarebbe anche opportuno (per trasparenza) che il pubblico potesse seguire sui maxi schermi l'azione incriminata (esattamente come nel tennis) proprio per ridurre ogni possibile dubbio. In questo modo si eviterebbero anche le simulazioni poichè se un giocatore sa di non aver subito fallo NON chiama la verifica in quanto poi avendo torto si vedrebbe ridotto il numero di possibili chiamate

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